CONSIGLIERE GIANCARLO DI VIZIA
Io ho partecipato a tutti i lavori della Commissione e devo condividere in gran parte le osservazioni dette dal collega Asti, perché bisogna fare i complimenti di questa Commissione all'amico Guerri che si è impegnato, non solo ha avuto volontà ma ha avuto anche capacità, e la relazione diciamo che in Commissione è stata licenziata con l'assenso di tutti i gruppi, anche se è vero quello che ha detto l'Assessore Garbini che eravamo d'accordo che ci fosse una relazione introduttiva da parte della Presidente della Commissione e poi ci sarebbe stato un breve dibattito. Breve dibattito perché praticamente tutti i gruppi avevano dato l'assenso all'indirizzo politico su questa questione.
L'Assessore Garbini ha parlato di sfumatura: a me non sembra sfumatura, con questo non voglio fare polemica anche perché quando si dice che, non è che noi abbiamo sposato per forza questa scelta, siamo molto laici su questo problema, però ci sembrava che in commissione non fosse emerso un gran dibattito su delle alternative.
Vorrei però dire, è pur vero che nella riunione che abbiamo avuto con i parlamentari, proprio il sottoscritto rivolse una domanda dicendo “Perché questa classe politica spezzina gioca sempre in difesa, non si ha il coraggio di percorrere delle nuove strade e praticamente di porci nelle condizioni a favore dei cittadini, di tutti i cittadini della Spezia nel fare queste operazioni”, diciamo che tutti i parlamentari avessero almeno relazionato nei verbali, condiviso questa scelta però poi nel condividerla” mi fu risposto: “sì signor Di Vizia, però tenga conto che la Cassa di Risparmio è una zanzara sulla groppa di un elefante per non usare un altro termine”. Sì il problema, noi siamo d'accordo con l'Assessore Garbini e anche con Pollio se si dice che questo è l'inizio di un percorso però bisogna dircelo, io scusate come Asti non avevo capito bene che era l'inizio di un percorso, pensavo che ci fosse una mozione, però se questo è l'inizio di un percorso sono felice e contento, se fatto poi entrando nel merito, sono contentissimo perché ho fatto questa domanda proprio nell'incontro con i parlamentari,perché devo dire che La Spezia ha preso la Snam che non la voleva nessuno, abbiamo preso tutte le porcherie, il golfo dei poeti ha incassato tutte le porcherie che non ha voluto il resto d'Italia e quindi se dobbiamo fare una nuova contrattazione anche di banca, avere una dignità di un ruolo da contrattare noi, dicendo che cosa vogliamo e smetterla di accettare tutto, a volte per un pugno di lenticchie neanche quello!
Sul fatto poi dell'intervento che diceva Pollio sui punti di mantenimento di autonomia, di mantenere le capacità di espansione credo che sia una richiesta dei sindacati di categoria e mi associo anch'io perché credo che una banca, proprio con questo spirito, non debba rinunciare ad avere un ruolo di espansione, soprattutto una banca che è espressione di un'economia sottosviluppata.
E quindi dicevo poi l'altro punto, la tutela dei lavoratori che non siano solo di Carispe, credo che sia un impegno comune a tutti noi, condivido quello che ha detto l'amico Pollio, sul fatto della difesa del marchio è chiaro che si sottintende che non ci accontentiamo del marchio ma quando si parla di “banca del territorio” vogliamo dire quello che dice l'Assessore Garbini cioè che il cittadino della Spezia quando entra nella banca nostra storica della Cassa di Risparmio della Spezia non si senta un numero e cioè deve sentire che la banca è sua, di potere essere consigliato e indirizzato, questo vogliamo mantenere, mantenere tutto quello che è l'aspetto della piccola banca locale che accoglie il cliente e il cliente si trovi a casa sua senza nessun problema, soprattutto dopo Basilea 2 dove praticamente ci sono delle griglie direi quasi meccaniche che escludono un rapporto quasi umano.
Io credo che però non possiamo lasciarci andare a un gretto localismo anche se dal punto di vista romantico possiamo esserne attratti anche perché nei tempi moderni le banche devono sapere essere competitive ed affrontare il mercato e noi, proprio perché la nostra banca è espressione di un territorio, un territorio sottosviluppato, i nostri parametri economici sono simili alle banche calabresi, tanto è vero che l'unica forbice che siamo riusciti ad accorciare tra depositi e impieghi è stato quando ci siamo affacciati nell'area emiliana che siamo riusciti ad avere investimenti per 260 milioni di Euro e avere quindi anche degli introiti di tipo diverso, quindi io direi che noi speriamo che lo sviluppo del territorio consenta anche una crescita della nostra Banca che è lo specchio di quella che è la situazione del territorio, è una situazione pessima dove abbiamo depositi e pochi impieghi perché l'imprenditoria da noi non esiste e quindi io credo che la fusione e l'incorporazione sia un fatto dei tempi moderni per affrontare questo mercato globalizzato, però siamo aperti benissimo a qualsiasi soluzione che dia dignità e prestigio alla nostra banca e tuteli i nostri cittadini, grazie.