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CONSIGLIO COMUNALE DEL 31 LUGLIO 2007
(APERTURA SEDUTA / PRESENTAZ. DELIBERA LINEE PROGRAMMATICHE DEL SINDACO)

CONSIGLIERE GIANCARLO DI VIZIA

Signor Sindaco, Signor Presidente, colleghi consiglieri, vadano le mie congratulazioni all'intervento che mi ha preceduto del Consigliere Peserico, malgrado l'ora tarda e la stanchezza di tanti consiglieri devo ritenere che è stato veramente un bellissimo intervento.

Molti qui fanno degli interventi moralizzanti, devo dire che la mia prima esperienza è incoraggiante da tanti punti di vista ed un po' meno come la coerenza di certi consiglieri che danno sentenze e poi dopo avere parlato se ne vanno o non si sa dove vanno a finire.

L'intervento del Consigliere Cavallini è stato non tanto sulle linee programmatiche ma sulle disquisizioni personali, se si vuole parlare della persona fisica e le capacità di onestà del Sindaco Massimo Federici, io conosco la sua famiglia, la stimo moltissimo e devo dire che è una grande cosa avere un Sindaco che è un galantuomo e di una famiglia perbene, però io credo che - come è stato l'intervento di Gatti ed in parte di Lombardi, di Rifondazione Comunista - non scopriamo niente se la politica deve essere una arena di scontro sui contenuti politici e non su questioni personali.

Io, quindi, direi che nella diversità delle idee voglio dire a Rifondazione Comunista che praticamente unisce gli uomini proprio lo scontro nella politica, nella diversità, può unire gli uomini, non li deve dividere.

Quindi questa specie di complesso che ho visto nei vostri interventi direi proprio che è una cosa vana. Andiamo subito sui problemi, perché cercherò di essere abbastanza contenuto.

Io ho letto l'opera sulle linee programmatiche del Sindaco e le ho trovate molto interessanti, anche perché affrontano gran parte delle tematiche della nostra città, che riguardano il futuro della nostra città, soprattutto inizia bene quando cita il tema del sapere, dell'innovazione e dell'impresa, che sono poi l'oggetto della politica europea per affrontare le grandi sfide mondiali sui mercati internazionali, quindi lui quando dice “inventare futuro, produrre moderno” e ricorda che la nostra città, che ha numerose presenze di ricerche nazionali, può diventare una città della conoscenza, io vorrei fare una prima osservazione: non vorrei che ci fosse troppo ottimismo, che ci fosse sempre quella esaltazione che ci ha contraddistinto, non dico lei ma la classe politica degli ultimi venti anni qui alla Spezia.

Mi ricordo che dopo la prima grande crisi, quando praticamente i mercati erano saturi di auto, frigoriferi e lavatrici, la classe politica della Spezia pensava che eravamo in un'oasi felice, perché La Spezia aveva una economia prettamente da partecipazioni statali e che quindi la crisi non sarebbe mai toccata alla nostra città; la seconda crisi industriale, addirittura ricordo gli interventi, possiamo fare anche i nomi se vogliamo, ma non credo interessi, di Ministri e onorevoli che nella nostra città dicevano che La Spezia aveva un grande futuro perché era l'unica provincia in tutta la Liguria che disponeva di 1.000 ettari da industrializzare nella vallata del Magra.

Poi abbiamo visto come sono andate le cose: la tecnologia che praticamente ha reso inutili queste grandi dimensioni, abbiamo visto aree dismesse, enormi nelle più grandi aree industriali.

Quindi cerchiamo di non fare i soliti errori, Signor Sindaco, di non essere troppo… e devo dire che lei, di fronte al suo predecessore, è molto più moderato in queste cose e quindi io gliene do atto, perché la nostra città ha sempre avuto queste illusioni.

È molto importante quando lei rileva che la nostra città debba aprirsi e io collego la prima pagina alla pagina, mi sembra, 14, dove parla soprattutto della sfida europea, quando cita anche il grosso difetto che ha il nostro paese, la nostra Regione e anche la nostra città, che i finanziamenti europei mentre vedono la Scozia , l'Irlanda, vedono addirittura la Romania che riescono a fare sacco fino al 100% dei contributi europei l'Italia non arriva al 60%, quindi lei giustamente ha ricordato che non è una cosa da poco, che si ha da fare in maniera che le nostre imprese nel territorio spezzino godano in tutti i campi, dall'artigianato, dal turismo, al commercio di queste agevolazioni.

Quindi non è una cosa da poco questa, però c'è la parte più importante, che riguarda soprattutto la visione, quando vogliamo parlare di dare sviluppo alla nostra città è la visione europea che vede la nostra città, guardando questo grande mercato, che è il vecchio continente e noi, pur avendo tanti dati che ci avvicinano alla città di Crotone abbiamo un grosso vantaggio, a differenza di quella provincia: che siamo molto vicini alla grande area di sviluppo padano e lei quando parla, e condivido, che La Spezia deve esercitare il suo ruolo di cerniera tra nord–ovest e nord–est io trovo molto azzeccata questa cosa, anche se devo precisare che nord – ovest, diciamo la verità, ci siamo un po' trascinati per legame amministrativo perché facciamo parte della Liguria, siamo liguri per l'amor del cielo, ma è una regione un po' disgraziata la nostra perché forse è l'unica regione in Italia dove la capitale mangia un po' quasi tutte le risorse della nostra regione, così non è in Lombardia, così non è in Emilia, così non è soprattutto in Veneto, dove Venezia fa la voce grossa.

Quindi io pur senza negare la nostra appartenenza al nord – ovest direi che la nostra attenzione deve avvenire soprattutto sulle aree che sono nostre da sempre, perché quando anche i genovesi ci dicono, l'avranno detto anche a lei, Signor Sindaco, a voi consiglieri che siamo mezzi toscani è una verità che non esiste, perché il nostro territorio, i nostri avi, qui si parla di latino, io perdo trenta secondi per dire che la Toscana non è mai esistita, “Toscana” viene da “Tosca” che significa tossica e quindi praticamente nella nostra storia dico che Pistoia, Lucca e Prato sono state fondate da apuo–liguri diciamo. Non voglio ricordare un nostro concittadino, come Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, che la Cassa di Risparmio… in tal senso, che nel 1926 aveva fatto la Repubblica di Apua con la partecipazione del grande pittore viareggino Viani, poi c'era Alceste De Ambris, tutti grandi personaggi, Ubaldo Mazzini etc. etc., questa era una repubblica culturale che era stata fatta, certamente non territoriale. Quindi questo per dire che lo spezzino non va ad Imperia ma va, piuttosto, in queste città vicine a noi e soprattutto verso l'Emilia, dove il popolo emiliano è sempre stato praticamente nostro cugino, con il popolo frignate etc. etc. .

Chiusa la storia, che non ci interessa, interessa che la nostra vocazione ed il nostro territorio è sempre stato verso queste zone, per quello ho fatto una citazione storica, quindi la Tirreno – Brennero costituisce veramente uno dei punti più importanti, anche perché noi dobbiamo cercare, nell'epoca di globalizzazione, che il nostro porto dellLa Spezia, insieme al porto di Genova e di Savona costituiscano la finestra soprattutto per quella che è l'area più industriale italiana e per il centro Europa su quella che è la globalizzazione di ritorno, tenuto presente che i traffici internazionali saranno sempre più in aumento anche per la grande produzione che ha l'est asiatico, che di qui a cinque anni produrrà il 60% delle merci mondiali, già gli inglesi hanno allargato il Canale di Suez e quindi dobbiamo cercare di non perdere questa grossa occasione.

Il nostro porto è un porto, sì, che lavora però lavora su molto materiale che non dà grosso rendimento, come i container ed il gas, sulle merci dove c'è praticamente più ricarico di profitto siamo al decimo posto, quindi abbiamo ancora tanta strada da fare e se azzecchiamo una buona strada per governare la nostra città possiamo migliorare le nostre condizioni.

Quindi direi che questa apertura verso questi nuovi mercati consentirà, di fianco a quello che lei cita, quello che rimane dell'industria della Difesa, della Marina Militare e dell'arsenale, dobbiamo avere altri e nuovi settori di attività, io voglio aggiungere questo: non dobbiamo sempre andare a lavarci i panni con queste cose qua, dobbiamo pensare in grande, un pochino, senza illuderci ma pensare di portare cose nuove nella nostra città.

Volevo dire anche che ha ragione, non possiamo negare che negli ultimi anni la città sia stata anche più bella però vede, Signor Sindaco, la notte bianca di San Giuseppe e i vari musei, la città della Spezia era sempre triste, anche nelle feste natalizie, quando vediamo che tutti i cittadini vanno a fare lo shopping natalizio e finisce con l'arrivo dei Re Magi, all'Epifania, alla Spezia sembra che invece dei Re Magi siano arrivati i Re Mogi, è sempre una città molto triste, ma non è colpa sua, Signor Sindaco, non è colpa sua.

Io le volevo dire solo questo, Signor Sindaco, e chiudo qua: perché è triste? Perché anche al pranzo di Natale queste famiglie, che uniscono i nonni, i figli e tutti quanti quando fanno il brindisi non c'è sempre non c'è sempre un sorriso limitato, perché abbiamo la certezza che questi figli purtroppo saranno costretti a lasciare la città e ad emigrare per trovare lavoro.

Questo è il grosso punto, perché lei potrà fare nuovi musei, potrà pitturare le banchine di mille colori ma il vero problema è quello di dare sviluppo e occupazione alla sta città.

Chiudo qua e scusate se ho altre cose da dire ma devo chiudere.

CONSIGLIERE GIANCARLO DI VIZIA

Velocemente, ho seguito la replica del Sindaco Federici e devo dire che in gran parte posso condividere alcune argomentazioni ma altre no, anche perché si contraddice quando prima afferma qual è il suo ruolo e qual è il ruolo del Consiglio Comunale e poi fa un pochino il sermone all'opposizione, lei ha detto che ognuno deve avere il proprio ruolo, lei quello di produrre le idee e noi di fare una sana e costruttiva opposizione.

Io voglio dire però che nella sua opera sulle linee programmatiche vi sono delle idee, che io condivido, che non sono patrimonio della sua ideologia ma giustamente l'ha presa dalle forze politiche che l'hanno prodotta in questi anni quando si parla di autonomia finanziaria dei porti, non credo che i Ds erano in prima linea su questo, anzi direi che erano in retroguardia.

Comunque ammiro questa aspirazione di questo nuovo contenuto politico quando lei scrive che i porti liguri danno 4.000 milioni di euro, non ricordo l'importo, ma un valore ingente allo Stato senza ricevere nulla indietro. Quindi con questa autonomia finanziaria rimarrebbero sul territorio delle grandi risorse, in più vogliamo citare, Signor Sindaco, un dato in Liguria? Che ogni ligure, che abbia un mese o ottanta anni di età, è creditore verso lo stato italiano di 2.000 euro l'anno?

Ora io voglio dire che facendoci carico anche di una quota che deve andare per solidarietà alle regioni più povere sarebbe un bel tesoretto da potere investire per fare qualcosa sul nostro territorio, invece non è che noi diciamo che non ci deve essere la solidarietà, vogliamo dire che il federalismo fiscale, giustamente anche voluto da Massimo D'Alema all'inizio della legislatura, è l'unica maniera per controllare la spesa pubblica, perché è inutile buttare dei soldi via a pioggia, noi dobbiamo avere una solidarietà sapendo dove vanno spesi i nostri soldi, manca l'acquedotto nel meridione e si danno per fare l'acquedotto, non che si buttano i soldi senza sapere come vengono spesi.

Detto questo l'altro punto è il turismo, bisognerebbe fare un intervento di un'ora però, brevemente: lei dovrà affrontare senza dubbio il problema del turismo, perché ne parlano tutti però già il programma di quest'anno, del 2007, non è stato rispettato: si parlava di 110 navi da crociera con 150.000 visitatori e siamo alla metà, siamo a 80.000 visitatori.

Qualcuno ha parlato della stazione marittima, abbiamo questi croceristi che scendono sulla Banchina Morin e si trovano quattro bancarelle, nemmeno, in genere di immigrati abusivi probabilmente, e poi sono lasciati allo sbando, non c'è nessun pacchetto turistico che viene offerto, abbiamo avuto la polemica con la corriera da Sarzana, insomma diciamo siamo completamente all'anno zero su questo argomento qua, quindi abbiamo un territorio che attira i turisti però non siamo capaci noi ancora di fare una politica turistica seria.

Sulla sicurezza c'è da parlare molto, però lei nella sua relazione cita delle percentuali, giustamente, dicendo che La Spezia con il 9,8% è quella che ha avuto l'incremento di migranti maggiore in Liguria, parla anche addirittura di percentuali sulle donne che fanno i figli, dicendo 2,4% contro l'1,25% però, guarda strano, una malattia che avete: non parlate della percentuale di criminalità che c'è.

Io non voglio fare una polemica e voglio essere d'accordo con lei che ne parla indirettamente quando cita la sicurezza; quando cita la sicurezza non dà la percentuale, però dice “stiamo attenti a non fare discriminazioni” etc. etc., però lei ha una riserva mentale perché non dice queste cose.

Allora io voglio dire: è giusto non fare discriminazione se una persona ha il colore della pelle diverso dal nostro e ha una differente religione, però quando si parla dei diritti vogliamo riconoscere i diritti ai nostri anziani, beneficiari a volte di pensioni ridicole, che sono prigionieri nel proprio appartamento, vogliamo avere il diritto che possano uscire fuori di casa?

Non ne parla nessuno, si parla sempre di diritti ad altre persone e non si parla dei diritti dei nostri anziani e su questo io voglio dire che c'è veramente una ipocrisia da parte di molti della Sinistra quando praticamente se è vero che non dobbiamo distribuire un uomo perché ha la pelle ed il colore della pelle diverso di una diversa religione non dobbiamo nemmeno consentire…..

caratteristiche usi violenza verso la nostra gente. Questo mi sembra che…

PRESIDENTE LORIANO ISOLABELLA

La prego di concludere.

CONSIGLIERE GIANCARLO DI VIZIA

Scusate, su questo discorso bisognerebbe parlare più spesso, allora accetto il discorso che ha fatto il mio amico di Rifondazione, perché ne parleremo insieme senza grossi scontri per chiarire queste nostre diverse visioni su questi argomenti. Grazie.